Tre cose, e hai già capito perché il prezzo della luce non è mai lo stesso due mesi di fila.
- Cos'è il PUN
Il prezzo all'ingrosso dell'elettricità, che si forma ogni ora in borsa.
- Dove entra in bolletta
In una sola voce su quattro: la materia energia.
- Quando ti riguarda
Subito se hai un indicizzato, al rinnovo se hai un fisso.
Le 4 cose da capire
Quattro parole che torneranno in tutta la pagina. Non c'è un ordine: servono tutte e quattro insieme.
- PUN
Il prezzo di riferimento dell'energia all'ingrosso, uguale per tutta Italia.
- €/MWh e €/kWh
Lo stesso prezzo in due unità: in bolletta è mille volte più piccolo.
- Spread
Il margine che il fornitore aggiunge sopra il PUN. L'unica parte che sceglie lui.
- Fisso o indicizzato
Due modi di legare il tuo prezzo al PUN, o di staccarlo.
«Perché il prezzo della luce cambia?» è la domanda che arriva quando la bolletta di questo mese non somiglia a quella del mese scorso. Le ragioni possono essere più d'una — quanto hai consumato, la stagione, un conguaglio — ma una si chiama PUN e non dipende né da te né dal tuo fornitore.
Cos'è il PUN
PUN sta per Prezzo Unico Nazionale: è il prezzo di riferimento a cui l'energia elettrica viene comprata e venduta all'ingrosso in Italia, calcolato ogni ora dal GME (Gestore dei Mercati Energetici, la borsa elettrica italiana) sul Mercato del Giorno Prima.
Non è un listino deciso da un'azienda: è un prezzo di mercato, pubblico, che si forma da solo ogni giorno. Nessun fornitore lo decide — semmai, ci costruisce sopra la propria offerta. Capirlo è la differenza tra sapere perché la bolletta è aumentata e limitarsi a subirlo.
Come viene calcolato
Il PUN non lo stabilisce nessuno: esce da un'asta che si ripete tutti i giorni, per ognuna delle 24 ore del giorno dopo. Chi produce energia dichiara a che prezzo è disposto a venderla, chi la compra dichiara quanta gliene serve, e il prezzo che pareggia i due lati diventa il PUN di quell'ora.
Centrali a gas, idroelettrico, sole e vento offrono l'energia che possono immettere in rete il giorno dopo, ora per ora.
Sul Mercato del Giorno Prima del GME le offerte di vendita e le richieste di acquisto si incontrano in un'asta.
Lo fissa l'ultima centrale necessaria a coprire la domanda: il suo costo diventa il prezzo per tutti, per quell'ora.
Il fornitore compra a quel prezzo e te lo gira, con sopra il proprio margine.
Ventiquattro aste al giorno, una per ogni ora: il valore mensile di cui si parla in giro è soltanto la media di tutte.
Perché cambia ogni ora
Perché cambia la domanda di energia, e con lei cambia quali centrali servono per coprirla. Di notte basta l'energia che costa poco; la sera, quando rientrano tutti e il fotovoltaico non produce più, per arrivare a fine giornata servono anche gli impianti più cari — e il prezzo li segue.
Grafico illustrativo: mostra la forma tipica di una giornata — notte bassa, flessione a metà giornata quando spinge il fotovoltaico, picco fra le 19 e le 21 — non i prezzi di un giorno preciso. Per questo non ha valori sull'asse: gli unici numeri con una fonte, in questa pagina, sono le medie mensili del GME qui sotto.
Sulla distanza dei mesi valgono le stesse forze, viste da lontano: il PUN sale quando l'energia scarseggia rispetto alla domanda e scende quando ce n'è in abbondanza. Le variabili che lo muovono sono soprattutto quattro.
Le cause, poi i numeri veri
Le quattro forze che muovono il prezzo, e accanto il PUN vero, mese per mese, come lo pubblica il GME.
In Italia una quota importante di elettricità si produce ancora da centrali a gas: quando il gas costa di più, tende a costare di più anche l'elettricità.
Consumi più alti d'estate per i climatizzatori e d'inverno per riscaldamento e luce spingono il prezzo verso l'alto nelle ore di picco.
Più rinnovabili disponibili, prezzo più basso; giornate poco ventose o nuvolose, prezzo più alto.
Guasti a centrali o interconnessioni, tensioni sui mercati internazionali dell'energia.
Nessuna linea retta: è il motivo per cui un'offerta indicizzata cambia prezzo ogni mese. Fonte: GME, tabella Sintesi MGP mensile (settembre a mese chiuso, verificato il 17/10/2026).
Quanto incide sulla bolletta
Qui sta l'equivoco più comune. Il PUN è un prezzo all'ingrosso espresso in €/MWh (megawattora); la tua bolletta è in €/kWh, mille volte più piccolo, e contiene molto altro. Anche in un'offerta indicizzata il PUN entra in una sola delle quattro macro-voci: le altre tre non le sfiora nemmeno.
- Spesa per la materia energia — la decide il fornitore · è qui, e solo qui, che entra il PUN
- Trasporto e gestione contatore — la decide ARERA · il PUN non c'entra nulla
- Oneri di sistema — la decide ARERA
- Imposte (accisa e IVA) — la decide lo Stato
Solo la fetta blu cambia da un fornitore all'altro: è lì che si decide se un'offerta conviene o no. Tutto il resto è identico ovunque tu vada.
Proporzioni illustrative: il peso reale di ogni blocco cambia con consumi, potenza e periodo. Quello che non cambia è che il PUN si muove dentro una sola fetta — quindi un rialzo del PUN non fa salire la bolletta nella stessa proporzione.
Il PUN è uguale per tutti. Queste quattro voci no: sono quelle che decidono quanto ti costa davvero.
Dentro la spesa per la materia energia, oltre al PUN, ci sono il margine del fornitore (lo spread, che si somma al PUN nelle offerte indicizzate), una quota fissa annua che non dipende da quanto consumi e il dispacciamento, il costo per tenere la rete in equilibrio in tempo reale. Per la struttura completa di tutte le voci, vedi come leggere la bolletta della luce.
Fisso e indicizzato reagiscono in modo diverso
Lo stesso PUN arriva tutto su un'offerta indicizzata e per niente su una a prezzo bloccato.
Due modi di legare quello che paghi al mercato all'ingrosso. Non sono uno migliore dell'altro: sono due rischi diversi.
Il prezzo per kWh è bloccato per la durata del contratto, qualunque cosa succeda in borsa.
Il PUN non ti tocca, fino al rinnovoIn genere «PUN + spread»: il prezzo cambia ogni mese seguendo il PUN, e la bolletta lo segue il mese dopo.
Il PUN arriva tuttoUn fisso protegge da un rialzo ma non fa risparmiare se il mercato scende; un indicizzato fa l'opposto. Quale ti va meglio dipende da quanta incertezza sei disposto ad avere in bolletta.
La linea non si muove: paghi lo stesso importo al kWh anche nei mesi in cui il mercato scende.
La linea è il PUN vero del 2026: giù a febbraio, su a settembre, con la bolletta che segue un mese dopo.
Il confronto è sulla forma, non sull'altezza: le due linee non sono sulla stessa scala. Quanto vale un prezzo fisso dipende dall'offerta che hai firmato — e un fisso caro resta caro anche stando fermo.
Con un'offerta a prezzo fisso il PUN non ti riguarda: il prezzo per kWh è bloccato per la durata del contratto, qualunque cosa succeda in borsa. Con un'offerta a prezzo indicizzato (in genere "PUN + spread") il prezzo cambia ogni mese seguendo esattamente l'andamento che vedi qui sopra: se il PUN sale, sale anche la tua bolletta il mese successivo.
Nessuna delle due è "quella giusta" in assoluto: un fisso protegge da un rialzo ma non fa risparmiare se il mercato scende, un indicizzato fa l'opposto. La scelta dipende da quanto vuoi essere esposto alla volatilità — e da quanto margine applica il fornitore sopra il PUN, che è la parte su cui vale davvero la pena confrontare le offerte. Il metodo per deciderlo è in prezzo fisso o indicizzato.
Quanto pesa in euro, per un consumo medio
I numeri astratti convincono meno di un conto fatto. Prendiamo il consumo annuo di riferimento ARERA per una famiglia tipo, 2.700 kWh/anno:
- Al PUN di agosto 2026 (180,00 €/MWh = 0,18000 €/kWh): circa 486,00 € l'anno di sola componente energia legata al PUN.
- Al PUN di settembre 2026 (207,54 €/MWh = 0,20754 €/kWh): circa 560,36 € l'anno.
Una differenza di circa 74,36 € l'anno — se il prezzo di settembre restasse identico per dodici mesi, cosa che quasi mai succede: il PUN oscilla in entrambe le direzioni durante l'anno, e questo è solo un confronto tra due mesi consecutivi, non una previsione. Il punto non è il numero esatto, è il meccanismo: su un'offerta indicizzata, ogni variazione del PUN si traduce direttamente in euro, proporzionale ai kWh che consumi davvero — motivo per cui lo stesso rialzo pesa il doppio su chi consuma il doppio.
Prima capisci, poi agisci
Se hai un'offerta indicizzata, sapere che il PUN è salito del 15,3% tra agosto e settembre 2026 ti spiega perché il conguaglio del mese prossimo pesa di più — non è un errore del fornitore, è il mercato. Se invece stai valutando se cambiare offerta, il numero utile non è il PUN da solo, che è uguale per tutti: è quanto spread ci applica sopra il tuo fornitore, confrontato con quello delle altre offerte disponibili sul mercato in questo momento.
Domande frequenti
Il PUN è il prezzo che pago in bolletta?
No. Il PUN è il prezzo all'ingrosso, espresso in €/MWh, e in bolletta entra in una sola voce: la spesa per la materia energia. Sopra ci sono il margine del fornitore, il dispacciamento, il trasporto, gli oneri di sistema e le imposte, che non dipendono dal PUN.
Chi decide il PUN?
Nessuno lo decide a tavolino: si forma ogni ora sul Mercato del Giorno Prima gestito dal GME, dall'incontro fra le offerte di vendita dei produttori e le richieste di acquisto. È un prezzo pubblico, di riferimento per tutta Italia, e nessun fornitore può cambiarlo.
Dove trovo il valore aggiornato del PUN?
Sul sito del GME, gme.mercatoelettrico.org, nel percorso Esiti → Elettricità → MGP → Statistiche → Sintesi MGP, scegliendo il dettaglio «Mensile». La media di settembre 2026 è stata 207,54 €/MWh. Su bollettometro.com lo stesso dato, con la serie mese per mese, sta alla pagina «quanto vale il PUN adesso».
Se il PUN sale del 10%, la mia bolletta sale del 10%?
No. Il PUN si muove dentro una sola delle quattro macro-voci della bolletta, quindi sul totale l'aumento arriva attenuato. Quanto pesa davvero dipende da quanto consumi e dal peso che hanno le componenti regolate sulla tua fornitura.
Con un'offerta a prezzo fisso il PUN mi riguarda?
Non finché il contratto è in corso: il prezzo al kWh è bloccato qualunque cosa faccia il mercato. Ti riguarda al rinnovo, quando il nuovo prezzo fisso ti viene proposto sulla base del mercato di quel momento.
Conviene di più un'offerta indicizzata al PUN?
Non in assoluto: dipende da quanta volatilità sei disposto a sopportare e soprattutto dallo spread che il fornitore applica sopra il PUN. Sulle offerte reali del mercato la mediana dello spread luce è 0,023 €/kWh, mentre il 10% più caro supera 0,044: con uno spread nell'ultimo decile un'offerta indicizzata è cara a prescindere da dove va il PUN.

Capire è il primo passo. Agire è il secondo.
Adesso sai cos'è il PUN e dove entra in bolletta. Il numero che decide se la tua offerta è cara è lo spread: carica la bolletta e Bolly lo legge sulla tua offerta vera, non su un profilo standard, e ti dice se è nella media o fuori mercato.
Analizza gratuitamenteIl PDF resta tuo: serve solo per l'analisi.
- Legge la tua bolletta vera, non il profilo di una famiglia media
- Confronta con le offerte reali del mercato, aggiornate ogni giorno
- Ti dice cosa cambia davvero cambiando fornitore e cosa no
- Gratis, senza registrazione: Bollettometro non vende energia
