È la voce della bolletta della luce che confonde di più, perché non ha niente a che fare con l'energia: il canone RAI viaggia insieme alla bolletta elettrica solo perché lo Stato ha scelto quel canale per riscuoterlo, non perché il fornitore c'entri qualcosa.
Dieci rate uguali da gennaio a ottobre, poi due mesi senza addebito. Se il canone ti compare a novembre o dicembre, quella è una riga da far verificare.
Perché è in bolletta e non è una tassa energetica
Il canone RAI è dovuto per presunzione di possesso: se sei intestatario di un'utenza elettrica per uso domestico residenziale, si presume tu abbia un televisore in casa, e il canone viene addebitato automaticamente — a meno che tu non dichiari il contrario. Non dipende da quanta energia consumi, dal tuo fornitore, o dal tipo di contratto che hai.
Come toglierlo se non hai la TV
Serve una Dichiarazione Sostitutiva presentata all'Agenzia delle Entrate, che va rinnovata ogni anno (non è una richiesta valida per sempre). Le scadenze indicative sono due:
- entro il 31 gennaio per l'esenzione sull'intero anno;
- entro il 30 giugno per l'esenzione sul solo secondo semestre (luglio-dicembre).
La dichiarazione si presenta tramite l'applicazione web dell'Agenzia delle Entrate, via PEC con firma digitale, o per raccomandata. Le scadenze esatte possono variare leggermente di anno in anno: vale la pena verificarle sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di inviare la dichiarazione.
Cosa succede se non fai la dichiarazione
Nulla di automatico oltre al normale addebito: il canone continua a comparire in bolletta finché non presenti la dichiarazione. Non è un'esenzione retroattiva — presentarla a marzo non recupera le rate già addebitate a gennaio e febbraio, motivo per cui la scadenza di fine gennaio è quella che conviene davvero rispettare per non pagare nemmeno una rata.
Cambiare fornitore non toglie il canone
È l'equivoco più comune: il canone RAI non è una voce del contratto di fornitura, è una tassa erariale che il fornitore si limita a riscuotere per conto dello Stato. Cambiare fornitore non incide in nessun modo sul canone: l'unico modo per non pagarlo, avendone diritto, è la dichiarazione sostitutiva.
Per il resto della struttura della bolletta della luce, vedi come leggere la bolletta della luce. Bollettometro mostra il canone RAI come voce separata quando lo trova in bolletta, così è chiaro cosa appartiene davvero alla fornitura di energia e cosa no.
Domande frequenti
Quanto costa il canone RAI e come viene addebitato?
90 € l'anno, suddivisi in dieci rate da 9 € da gennaio a ottobre, poi due mesi senza addebito. Se il canone compare a novembre o dicembre, quella è una riga da far verificare.
Perché pago il canone RAI nella bolletta della luce?
Solo perché lo Stato ha scelto quel canale per riscuoterlo: non dipende da quanta energia consumi né dal fornitore, che si limita a incassarlo per conto dell'erario. Non è una tassa sull'energia e non c'entra col contratto di fornitura.
Come lo tolgo se non ho la televisione?
Con la dichiarazione sostitutiva all'Agenzia delle Entrate, che va rinnovata ogni anno perché non vale per sempre. Si presenta dall'applicazione web dell'Agenzia, via PEC con firma digitale o per raccomandata, e le scadenze esatte possono variare: conviene verificarle sul sito dell'Agenzia per l'anno in corso.
Se cambio fornitore il canone sparisce?
No, ed è l'equivoco più comune. Il canone non è una voce del contratto di fornitura: cambiando venditore lo ritrovi identico sulla bolletta nuova, perché segue l'utenza e non il contratto commerciale.