Lo spread è il costo aggiuntivo che paghi sopra il prezzo del mercato all'ingrosso. Tre cose, e hai già il grosso.
- Cos'è
Il ricarico fisso sopra il PUN (luce) o il PSV (gas).
- Dove si trova
In bolletta, subito dopo il «+» nella riga dell'energia.
- Perché conta
È l'unica voce che cambia davvero da un'offerta all'altra.
Due offerte indicizzate al PUN possono avere prezzi molto diversi pur seguendo lo stesso indice. La differenza si chiama spread, ed è l'unico numero, in un'offerta indicizzata, che il fornitore sceglie davvero.
Cos'è lo spread
In un'offerta indicizzata il prezzo dell'energia si scrive come "PUN + spread" (luce) o "PSV + spread" (gas). Il PUN e il PSV sono prezzi di mercato, uguali per tutti i fornitori nello stesso momento — nessuno può cambiarli. Lo spread è invece un margine fisso in €/kWh (o €/Smc) che il fornitore aggiunge sopra: è il suo compenso per la fornitura, la gestione, il servizio clienti, e naturalmente il profitto. Anche poche frazioni di centesimo, moltiplicate per i consumi di un anno, fanno una differenza che si vede.
Come è fatta un'offerta indicizzata
Tre pezzi, e uno solo dipende da chi ti vende l'energia. È quello su cui si confronta.
Il prezzo all'ingrosso. Cambia ogni mese ed è uguale per tutti i fornitori.
lo decide il mercatoIl ricarico del venditore. Resta fisso per tutta la durata del contratto.
lo decide il fornitoreQuello che finisce in bolletta, per ogni kWh o Smc che consumi.
è la somma dei dueDue offerte indicizzate allo stesso indice differiscono solo per il pezzo di mezzo. È l'unico numero, in un'offerta indicizzata, su cui il confronto ha davvero senso.
Quanto può variare lo spread?
I confini non sono fasce a occhio: sono il primo e l'ultimo decile delle offerte indicizzate reali del catalogo ARERA.
Più lo spread è basso, più l'offerta è competitiva a parità di tutto il resto. La mediana del mercato è 0,023 €/kWh.
Sul gas la scala è un ordine di grandezza sopra: la mediana è 0,135 €/Smc. Attenzione anche alla quota fissa mensile.
Lo spread fa la differenza
Stesso indice, stessi consumi, stessa quota fissa: cambia solo il ricarico del venditore. Da un estremo all'altro del mercato, su 2700 kWh/anno.
Spesa annua di fornitura ricostruita con le componenti regolate ARERA e la quota fissa mediana del mercato, IVA inclusa e canone RAI escluso. I due spread sono il primo e l'ultimo decile delle offerte indicizzate reali del catalogo.

Se la tua bolletta dichiara uno spread, puoi confrontarlo direttamente con questi numeri: sopra la mediana significa che stai pagando più della metà del mercato per lo stesso indice, non per un servizio diverso.
Perché lo spread è la voce giusta da guardare
Il PUN e il PSV cambiano ogni mese per tutti allo stesso modo: se il mercato sale, la tua bolletta sale a prescindere da chi sia il fornitore. Non è una voce su cui si sceglie — è il dato di contesto. Lo spread invece è fisso per la durata del contratto e resta identico sia che il mercato salga sia che scenda: è la parte su cui davvero conviene confrontare, perché è l'unica che varia da un'offerta all'altra a parità di indice.
Per la struttura completa delle voci in bolletta, vedi come leggere la bolletta della luce.
Calcola l'impatto dello spread
Bastano due numeri che hai già in bolletta: quanto consumi in un anno e cosa c'è scritto dopo il «+».
Prendi il numero scritto dopo il PUN in bolletta e confrontalo con la mediana del mercato, sui tuoi consumi.
Lo trovi in bolletta come consumo annuo.
Il numero dopo il "+" nella riga con la sigla PUN.
Confronto fra due offerte indicizzate identiche in tutto tranne lo spread, su 3000 kWh/anno e quota fissa mediana di mercato: cambia solo il ricarico, quindi la differenza è tutta lì, IVA compresa. La spesa annua di fornitura stimata con questo spread è 1380 € (canone RAI escluso). Decili e parametri regolati aggiornati al 2026-10-17.
Lo spread è il primo numero da guardare, ma da solo non chiude il confronto.
- Stesso indiceUn PUN e un PSV non si confrontano: sono due mercati diversi.
- La quota fissaMediana di mercato 144 €/anno: uno spread basso può nascondersi dietro una quota alta.
- Il costo totale annuoL'unico confronto che chiude: mai una voce isolata.
- Le condizioniDurata, rinnovo e cosa succede allo spread alla scadenza.
Un'offerta senza ricarico sopra l'indice esiste davvero, soprattutto sul gas: il venditore guadagna sulla quota fissa invece che sul prezzo dell'energia. Se quella quota è molto sopra la mediana di mercato (144 €/anno), il totale può essere peggiore di un'offerta con uno spread piccolo e una quota nella norma. Il confronto si chiude sempre sul costo totale annuo, mai su una voce isolata.
Spread zero: quando esiste davvero
Alcune offerte, soprattutto sul gas, dichiarano "PSV senza ricarico" — spread zero. Non è un errore né un regalo: il fornitore guadagna sulla quota fissa di commercializzazione invece che sul prezzo dell'energia. Un'offerta a spread zero ma con una quota fissa molto sopra la mediana di mercato (144 €/anno sia per luce sia per gas, secondo gli stessi decili) può costare più di un'offerta con spread piccolo e quota fissa nella media — motivo per cui il confronto va sempre fatto sul costo totale annuo, mai su una sola voce isolata.
Fisso o indicizzato: lo spread non risponde a questa domanda
Uno spread basso non rende un'offerta indicizzata più sicura di una a prezzo fisso: dice solo quanto margine applica il fornitore, non cosa succede se il PUN o il PSV salgono molto. La scelta fisso o indicizzato dipende da quanta volatilità sei disposto ad accettare; lo spread, a parità di quella scelta, dice quale fornitore ti costa meno per lo stesso rischio.
Dove trovare lo spread nella tua offerta
È indicato nei documenti contrattuali e torna in bolletta. Tre passi, in quest'ordine.
Se dopo il terzo non hai trovato nessuna sigla PUN o PSV, l'offerta è a prezzo fisso e lo spread non si applica.
- 1. Leggi le condizioni economiche
Cerca «Corrispettivo materia prima» o «Prezzo indicizzato».
- 2. Trova PUN o PSV + spread
È indicato in €/kWh per la luce, €/Smc per il gas.
- 3. Confronta e scegli
Se non lo trovi, chiedilo al fornitore: la trasparenza è un tuo diritto.
È nella sezione che dettaglia la spesa per la materia energia. Il numero dopo il segno più è lo spread.
Un numero da solo non dice niente: dice qualcosa quando lo metti accanto a quello che paga il resto del mercato per lo stesso indice.
Lo spread dell'esempio è verosimile ma inventato: serve a mostrare la forma della riga. La mediana invece è quella reale del catalogo ARERA.
Domande frequenti
Cos'è lo spread in un'offerta indicizzata?
È il costo aggiuntivo che il venditore applica sopra il prezzo di mercato: il prezzo si scrive come PUN più spread per la luce e PSV più spread per il gas. PUN e PSV sono uguali per tutti, quindi lo spread è l'unico numero della materia energia che dipende davvero da chi ti vende l'energia.
Dove lo trovo in bolletta?
Nella riga dell'energia, subito dopo il segno più. È l'unica cifra di quella riga che cambia da un'offerta all'altra: il resto è il prezzo di mercato, identico per chiunque.
Quanto varia lo spread fra le offerte reali?
Molto. Sulla luce il 10% più conveniente sta sotto 0,006 €/kWh, la mediana è 0,023 e il 10% più caro supera 0,044. Sul gas il 10% più conveniente sta sotto 0,055 €/Smc, la mediana è 0,135 e il 10% più caro supera 0,230. Non sono fasce a occhio: sono i decili calcolati sulle offerte reali del catalogo ARERA.
Poche frazioni di centesimo fanno davvero differenza?
Sì, perché si moltiplicano per i consumi di un anno intero. È il motivo per cui lo spread merita più attenzione di quanta ne riceva: è piccolo da leggere e grande da pagare.

Il tuo spread, non quello di un cliente tipo.
Bollettometro legge lo spread direttamente dalla tua bolletta indicizzata e lo confronta con questi stessi decili di mercato, sulla base dei tuoi consumi reali. Se l'offerta è a prezzo fisso te lo dice, invece di cercare un numero che non c'è.
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