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Guida · Luce

Spread offerte indicizzate

Cos'è e quanto incide davvero

Lo spread è la sola parte del prezzo che decide il fornitore. Qui ci sono i decili veri del mercato, calcolati sulle offerte ARERA, per misurarci il tuo.

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  • 6 min di lettura · verificata al 3 agosto 2026
La risposta in breve

Lo spread è il costo aggiuntivo che paghi sopra il prezzo del mercato all'ingrosso. Tre cose, e hai già il grosso.

  • Cos'è

    Il ricarico fisso sopra il PUN (luce) o il PSV (gas).

  • Dove si trova

    In bolletta, subito dopo il «+» nella riga dell'energia.

  • Perché conta

    È l'unica voce che cambia davvero da un'offerta all'altra.

Spread0,023€/kWh
Mediana del mercato luceLa scala va da 0,006 (il 10% più conveniente) a 0,044 (il 10% più caro).

Due offerte indicizzate al PUN possono avere prezzi molto diversi pur seguendo lo stesso indice. La differenza si chiama spread, ed è l'unico numero, in un'offerta indicizzata, che il fornitore sceglie davvero.

Cos'è lo spread

In un'offerta indicizzata il prezzo dell'energia si scrive come "PUN + spread" (luce) o "PSV + spread" (gas). Il PUN e il PSV sono prezzi di mercato, uguali per tutti i fornitori nello stesso momento — nessuno può cambiarli. Lo spread è invece un margine fisso in €/kWh (o €/Smc) che il fornitore aggiunge sopra: è il suo compenso per la fornitura, la gestione, il servizio clienti, e naturalmente il profitto. Anche poche frazioni di centesimo, moltiplicate per i consumi di un anno, fanno una differenza che si vede.

La formula da ricordare

Come è fatta un'offerta indicizzata

Tre pezzi, e uno solo dipende da chi ti vende l'energia. È quello su cui si confronta.

PUN o PSV

Il prezzo all'ingrosso. Cambia ogni mese ed è uguale per tutti i fornitori.

lo decide il mercato
Spread

Il ricarico del venditore. Resta fisso per tutta la durata del contratto.

lo decide il fornitore
Prezzo dell'energia

Quello che finisce in bolletta, per ogni kWh o Smc che consumi.

è la somma dei due

Due offerte indicizzate allo stesso indice differiscono solo per il pezzo di mezzo. È l'unico numero, in un'offerta indicizzata, su cui il confronto ha davvero senso.

Dati reali di mercato

Quanto può variare lo spread?

I confini non sono fasce a occhio: sono il primo e l'ultimo decile delle offerte indicizzate reali del catalogo ARERA.

Energia elettrica (€/kWh)
BassoMedioAltofino a 0,0060,006 – 0,044oltre 0,044

Più lo spread è basso, più l'offerta è competitiva a parità di tutto il resto. La mediana del mercato è 0,023 €/kWh.

Gas naturale (€/Smc)
BassoMedioAltofino a 0,0550,055 – 0,230oltre 0,230

Sul gas la scala è un ordine di grandezza sopra: la mediana è 0,135 €/Smc. Attenzione anche alla quota fissa mensile.

Esempio pratico

Lo spread fa la differenza

Stesso indice, stessi consumi, stessa quota fissa: cambia solo il ricarico del venditore. Da un estremo all'altro del mercato, su 2700 kWh/anno.

Il 10% più convenienteSpread 0,006 €/kWhQuota fissa 144 €/annoSpesa annua stimata1218 €
Il 10% più caroSpread 0,044 €/kWhQuota fissa 144 €/annoSpesa annua stimata1330 €

Spesa annua di fornitura ricostruita con le componenti regolate ARERA e la quota fissa mediana del mercato, IVA inclusa e canone RAI escluso. I due spread sono il primo e l'ultimo decile delle offerte indicizzate reali del catalogo.

Differenza annua112 €solo per lo spread

Se la tua bolletta dichiara uno spread, puoi confrontarlo direttamente con questi numeri: sopra la mediana significa che stai pagando più della metà del mercato per lo stesso indice, non per un servizio diverso.

Perché lo spread è la voce giusta da guardare

Il PUN e il PSV cambiano ogni mese per tutti allo stesso modo: se il mercato sale, la tua bolletta sale a prescindere da chi sia il fornitore. Non è una voce su cui si sceglie — è il dato di contesto. Lo spread invece è fisso per la durata del contratto e resta identico sia che il mercato salga sia che scenda: è la parte su cui davvero conviene confrontare, perché è l'unica che varia da un'offerta all'altra a parità di indice.

Per la struttura completa delle voci in bolletta, vedi come leggere la bolletta della luce.

Prova con i tuoi dati

Calcola l'impatto dello spread

Bastano due numeri che hai già in bolletta: quanto consumi in un anno e cosa c'è scritto dopo il «+».

Prova con i tuoi datiDove si colloca il tuo spread

Prendi il numero scritto dopo il PUN in bolletta e confrontalo con la mediana del mercato, sui tuoi consumi.

Consumo annuo (kWh)
3000

Lo trovi in bolletta come consumo annuo.

Il tuo spread (€/kWh)
0,023

Il numero dopo il "+" nella riga con la sigla PUN.

Sei esattamente sulla mediana0 €all'anno, a parità di tutto il restoEsattamente sulla mediana di mercato

Confronto fra due offerte indicizzate identiche in tutto tranne lo spread, su 3000 kWh/anno e quota fissa mediana di mercato: cambia solo il ricarico, quindi la differenza è tutta lì, IVA compresa. La spesa annua di fornitura stimata con questo spread è 1380 € (canone RAI escluso). Decili e parametri regolati aggiornati al 2026-10-17.

«Spread zero» non è sempre la scelta migliore

Un'offerta senza ricarico sopra l'indice esiste davvero, soprattutto sul gas: il venditore guadagna sulla quota fissa invece che sul prezzo dell'energia. Se quella quota è molto sopra la mediana di mercato (144 €/anno), il totale può essere peggiore di un'offerta con uno spread piccolo e una quota nella norma. Il confronto si chiude sempre sul costo totale annuo, mai su una voce isolata.

Spread zero: quando esiste davvero

Alcune offerte, soprattutto sul gas, dichiarano "PSV senza ricarico" — spread zero. Non è un errore né un regalo: il fornitore guadagna sulla quota fissa di commercializzazione invece che sul prezzo dell'energia. Un'offerta a spread zero ma con una quota fissa molto sopra la mediana di mercato (144 €/anno sia per luce sia per gas, secondo gli stessi decili) può costare più di un'offerta con spread piccolo e quota fissa nella media — motivo per cui il confronto va sempre fatto sul costo totale annuo, mai su una sola voce isolata.

Fisso o indicizzato: lo spread non risponde a questa domanda

Uno spread basso non rende un'offerta indicizzata più sicura di una a prezzo fisso: dice solo quanto margine applica il fornitore, non cosa succede se il PUN o il PSV salgono molto. La scelta fisso o indicizzato dipende da quanta volatilità sei disposto ad accettare; lo spread, a parità di quella scelta, dice quale fornitore ti costa meno per lo stesso rischio.

Come trovarlo

Dove trovare lo spread nella tua offerta

È indicato nei documenti contrattuali e torna in bolletta. Tre passi, in quest'ordine.

Tre passi, e ce l'hai

Se dopo il terzo non hai trovato nessuna sigla PUN o PSV, l'offerta è a prezzo fisso e lo spread non si applica.

  • 1. Leggi le condizioni economiche

    Cerca «Corrispettivo materia prima» o «Prezzo indicizzato».

  • 2. Trova PUN o PSV + spread

    È indicato in €/kWh per la luce, €/Smc per il gas.

  • 3. Confronta e scegli

    Se non lo trovi, chiedilo al fornitore: la trasparenza è un tuo diritto.

Sulla tua bollettaCerca PUN seguito da un «+»

È nella sezione che dettaglia la spesa per la materia energia. Il numero dopo il segno più è lo spread.

Esempio di riga in bollettaComponente energiaPUN + 0,018 €/kWhIl numero evidenziato è lo spread. Se la bolletta scrive un prezzo unico senza mai nominare PUN, l'offerta è a prezzo fisso e lo spread non si applica.
La letturaE adesso? Lo confronti

Un numero da solo non dice niente: dice qualcosa quando lo metti accanto a quello che paga il resto del mercato per lo stesso indice.

Spread dell'esempio0,018 €/kWh
Mediana di mercato0,023 €/kWh
È sotto la mediana: per lo stesso indice, questa offerta costa meno di metà del mercato.

Lo spread dell'esempio è verosimile ma inventato: serve a mostrare la forma della riga. La mediana invece è quella reale del catalogo ARERA.

Domande frequenti

Cos'è lo spread in un'offerta indicizzata?

È il costo aggiuntivo che il venditore applica sopra il prezzo di mercato: il prezzo si scrive come PUN più spread per la luce e PSV più spread per il gas. PUN e PSV sono uguali per tutti, quindi lo spread è l'unico numero della materia energia che dipende davvero da chi ti vende l'energia.

Dove lo trovo in bolletta?

Nella riga dell'energia, subito dopo il segno più. È l'unica cifra di quella riga che cambia da un'offerta all'altra: il resto è il prezzo di mercato, identico per chiunque.

Quanto varia lo spread fra le offerte reali?

Molto. Sulla luce il 10% più conveniente sta sotto 0,006 €/kWh, la mediana è 0,023 e il 10% più caro supera 0,044. Sul gas il 10% più conveniente sta sotto 0,055 €/Smc, la mediana è 0,135 e il 10% più caro supera 0,230. Non sono fasce a occhio: sono i decili calcolati sulle offerte reali del catalogo ARERA.

Poche frazioni di centesimo fanno davvero differenza?

Sì, perché si moltiplicano per i consumi di un anno intero. È il motivo per cui lo spread merita più attenzione di quanta ne riceva: è piccolo da leggere e grande da pagare.

Il tuo spread, non quello di un cliente tipo.

Bollettometro legge lo spread direttamente dalla tua bolletta indicizzata e lo confronta con questi stessi decili di mercato, sulla base dei tuoi consumi reali. Se l'offerta è a prezzo fisso te lo dice, invece di cercare un numero che non c'è.

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