La bolletta del gas condivide la struttura generale di quella della luce — stesse quattro macro-voci — ma ha alcune particolarità tutte sue: il metro cubo che diventa un'altra unità di misura senza che nessuno lo spieghi, e una stagionalità che la luce non ha.
Le quattro macro-voci, versione gas
1. Spesa per la materia gas
Il costo del gas che consumi, più la gestione commerciale del contratto. È l'unica voce che il fornitore decide liberamente — prezzo fisso, oppure indicizzato al PSV, l'equivalente gas del PUN.
2. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore
Il costo della rete che porta il gas fino a casa e la lettura del contatore. Regolata da ARERA, identica per tutti i fornitori nella stessa area: cambiare fornitore non la tocca.
3. Oneri di sistema
Costi generali del sistema gas nazionale, ripartiti su tutte le bollette. Anche questi fissati da ARERA, non dal fornitore.
4. Imposte
Accisa sul gas e IVA. A differenza della luce, l'accisa del gas è progressiva a scaglioni sul consumo annuo: più consumi, più sale l'aliquota per gli scaglioni superiori — un meccanismo che la luce non ha.
Lo Smc e il coefficiente C: cosa sono davvero
Il gas si misura in metri cubi standard (Smc), non in metri cubi semplici. La differenza è il coefficiente C: un fattore di correzione (tipicamente vicino a 1,00) che tiene conto di temperatura e pressione locali, per rendere confrontabile il gas misurato in zone diverse. Il contatore misura i metri cubi letti; la bolletta li moltiplica per il coefficiente C per ottenere gli Smc su cui si calcola davvero il prezzo. Non è un errore se i due numeri non coincidono esattamente: è il meccanismo previsto.
Fisso o indicizzato: si legge come per la luce
Un numero fisso in €/Smc ripetuto ogni mese è un prezzo bloccato. La sigla "PSV" seguita da un valore che cambia mese per mese è un'offerta indicizzata — vedi perché il gas aumenta a ottobre per capire cosa muove quel valore, e cos'è lo spread per il margine che il fornitore applica sopra.
I segnali da controllare
- Il consumo stimato vs quello reale. Il gas si legge fisicamente meno spesso della luce (spesso solo un'autolettura o una lettura annuale): una stima sbagliata per difetto durante l'inverno porta a un conguaglio pesante a fine stagione.
- Una promozione in scadenza proprio prima dell'inverno, quando i consumi sono più alti: l'aumento percepito somma lo scadere della promo alla stagionalità.
- Uno spread sopra la mediana di mercato su un'offerta indicizzata.
Bollettometro legge la tua bolletta del gas — Smc, coefficiente C, scaglioni d'accisa compresi — e confronta il costo reale con le offerte del mercato sui tuoi consumi veri, non su un profilo medio.