Se un servizio di confronto è gratuito per te, qualcun altro lo sta pagando. Nel caso dei comparatori di luce e gas quel qualcuno è, quasi sempre, il venditore che viene confrontato. Non è un'accusa e non è un segreto: è il modello standard del settore, scritto nelle condizioni generali che ciascun operatore pubblica. Ma ha conseguenze precise su cosa finisci per vedere.
Il meccanismo, in due righe
Il comparatore incassa una provvigione quando tu attivi un contratto con uno dei venditori con cui ha un accordo commerciale. Non incassa nulla se, alla fine del confronto, la risposta giusta per te è "resta dove sei". Questo non rende i loro numeri falsi — ma rende strutturalmente difficile, per loro, darti quella risposta.
Le tre conseguenze concrete
1. Il panel non è il mercato
I confronti mostrano le offerte degli operatori convenzionati, non tutte quelle esistenti. Spesso si parla di una ventina di venditori, presentati come una quota molto alta del mercato — ma quella percentuale misura la quota di clienti, non la quota di offerte disponibili. Sono due cose diverse: le offerte più convenienti vengono spesso da venditori piccoli, che nella quota di mercato pesano quasi zero.
Alcuni operatori lo scrivono chiaramente nelle proprie condizioni, riconoscendo che un panel ristretto può produrre — parole loro — «effetti meno vantaggiosi per gli utenti rispetto ad una comparazione completa dell'intera offerta del mercato». È una frase che vale la pena cercare nelle condizioni generali del servizio che stai usando.
I 289 venditori sono quelli presenti nel catalogo luce di luglio 2026, costruito sugli open data del Portale Offerte. Un panel di convenzionati copre una quota alta di CLIENTI, non di offerte: le più convenienti arrivano spesso da venditori piccoli.
2. I dati possono arrivare dai venditori stessi
In diversi casi le condizioni delle offerte non vengono prese dagli open data pubblici, ma comunicate direttamente dai fornitori al comparatore. Chi viene confrontato fornisce i numeri con cui viene confrontato: di nuovo, non è illegale, ma è una catena di informazione diversa da quella di una fonte indipendente.
3. Il "risparmio fino a" spesso non è il tuo
La cifra grande in homepage è di solito la differenza tra l'offerta più economica e quella più cara del loro listino, calcolata su un consumatore tipo standard — non sui tuoi consumi. È una misura dell'ampiezza del catalogo, non una previsione del tuo risparmio. Vedi consumo medio famiglia per capire quanto un profilo standard possa essere lontano dal tuo.
L'alternativa pubblica: il Portale Offerte ARERA
Esiste uno strumento pubblico e gratuito, gestito per conto dello Stato, che confronta tutto il mercato senza essere pagato da nessun venditore: il Portale Offerte di ARERA. Ha due limiti pratici, che spiegano perché non risolve il problema per tutti: chiede invece di leggere (devi già sapere consumi, tipo di offerta, se sei vulnerabile) e confronta senza spiegare — dice quanto costerebbe altrove, non perché la tua bolletta è quella che è.
Cosa cambia per te, in pratica
Non serve smettere di usare i comparatori: serve sapere che stai leggendo un listino, non il mercato. Tre domande da farsi ogni volta:
- Chi paga questo confronto? Se lo pagano i venditori confrontati, il risultato "non ti conviene cambiare" è un risultato che il servizio non ha interesse a produrre.
- Quante offerte sta guardando? Venti venditori convenzionati sono una cosa; le centinaia presenti negli open data ARERA sono un'altra.
- Su quali consumi sta calcolando? I tuoi, letti da una bolletta vera, o un profilo tipo uguale per tutti?
Perché lo scriviamo noi
Bollettometro confronta gli open data ufficiali del Portale Offerte ARERA: 1.549 offerte luce da 289 venditori e 1.201 offerte gas da 242 venditori (catalogo di luglio 2026), non un panel di convenzionati. Nessun venditore ci paga per comparire, e quando la conclusione è che la tua offerta attuale è già buona, l'analisi te lo dice e finisce lì.
È anche il motivo per cui questa pagina esiste: il modello di chi ti confronta è un'informazione che ti riguarda quanto il prezzo al kWh.