È la domanda più frequente al momento di scegliere un'offerta, e quasi tutte le risposte che si trovano online sono sbagliate nello stesso modo: dicono quale delle due «conviene», come se fosse una previsione. Non lo è — è una scelta su quanto rischio vuoi tenerti addosso.
Cosa compri davvero, nei due casi
Compri prevedibilità. Sai già quanto pagherai al kWh per tutta la durata. Se il mercato crolla, non ne approfitti; se esplode, non ti tocca.
Compri il prezzo di mercato più un margine noto (lo spread). Segui il mercato in entrambe le direzioni: più in basso quando scende, più in alto quando sale.
Nessuna delle due è «più conveniente» in assoluto: sono due modi diversi di distribuire lo stesso rischio.
Perché la domanda «quale conviene» non ha risposta
Rispondere richiederebbe sapere dove andrà il prezzo dell'energia nei prossimi 12-24 mesi. Nessuno lo sa: il PUN nel solo 2026 si è mosso fra 114,41 e 207,54 €/MWh senza una direzione unica.
Chi a febbraio avesse bloccato il prezzo avrebbe fatto un ottimo affare; chi l'avesse fatto a settembre, molto meno. Nessuno dei due poteva saperlo in anticipo. Fonte: GME.
Le tre domande che invece una risposta ce l'hanno
1. Quanto ti pesa un aumento improvviso?
Non in percentuale: in euro, sul tuo budget. Una famiglia con margine stretto e consumi alti ha molto più da perdere da un rialzo di quanto abbia da guadagnare da un ribasso — anche se le due probabilità fossero identiche. Per quel profilo il fisso vale il suo prezzo, che è rinunciare ai ribassi.
2. Quanto è alto lo spread che ti stanno offrendo?
Questa è la parte che si può confrontare oggi, senza previsioni. Sulle offerte reali del mercato la mediana dello spread luce è 0,023 €/kWh, ma il 10% più caro supera 0,044. Un indicizzato con spread nell'ultimo decile è un'offerta cara a prescindere da cosa farà il PUN. Vedi cos'è lo spread.
3. Il prezzo fisso che ti propongono è buono?
Un fisso non è automaticamente sicuro: se il prezzo bloccato è molto sopra il mercato, stai pagando la prevedibilità molto più di quanto valga. Il confronto va fatto con le altre offerte a prezzo fisso disponibili nello stesso momento, non con il PUN di oggi.
Quello che il fisso non blocca (e sorprende tutti)
Un'offerta a prezzo fisso blocca la materia energia: non le componenti regolate, non le imposte, e ovviamente non i tuoi consumi. La bolletta di chi ha «bloccato il prezzo» può quindi salire lo stesso — ed è la sorpresa più frequente fra chi sceglie il fisso proprio per non averne. Vedi cosa non blocca davvero.
Il metodo, in tre passi
- Decidi quanta volatilità sopporti: è una domanda sul tuo budget, non sul mercato.
- Dentro la categoria che hai scelto, confronta il costo totale annuo — non il solo prezzo unitario, che nasconde la quota fissa.
- Segna sul calendario la data di scadenza: è lì che la scelta va rifatta, non prima e non dopo.
Bollettometro parte dalla tua bolletta reale e simula il costo su più scenari di prezzo, così vedi come si comporterebbe la tua offerta se il mercato salisse o scendesse — invece di scegliere sulla base di una previsione che nessuno può fare.
Domande frequenti
Conviene di più il prezzo fisso o l'indicizzato?
Nessuno dei due è più conveniente in assoluto: sono due modi diversi di distribuire lo stesso rischio. Col fisso compri prevedibilità e rinunci ai ribassi; con l'indicizzato segui il mercato in entrambe le direzioni. Chi risponde in assoluto sta indovinando, non calcolando.
Perché nessuno può dirmi quale conviene?
Perché richiederebbe sapere dove andrà il prezzo dell'energia nei prossimi mesi, e nessuno lo sa. Nel solo 2026 il PUN si è mosso fra 114,41 e 207,54 €/MWh: chi avesse bloccato il prezzo a febbraio avrebbe fatto un ottimo affare, chi l'avesse fatto a settembre molto meno — e nessuno dei due poteva saperlo prima.
Cosa posso confrontare oggi, senza previsioni?
Lo spread, se stai guardando offerte indicizzate: è la parte di prezzo che decide il fornitore e si confronta subito. Un indicizzato con spread nell'ultimo decile è caro a prescindere da come si muoverà il mercato, perché quel margine lo paghi comunque.
Come scelgo, allora?
Partendo da quanto ti pesa una bolletta imprevista, in euro sul tuo budget e non in percentuale. Chi ha margine stretto compra tranquillità con un fisso anche pagando qualcosa in più; chi può assorbire un mese caro può permettersi di seguire il mercato.