Se nessuno legge il contatore, il tuo consumo non sparisce: viene stimato. E una stima, prima o poi, va pareggiata con la realtà. Quel pareggio è il conguaglio, ed è la ragione numero uno per cui una bolletta del gas arriva improvvisamente doppia.
L'autolettura serve esattamente a questo: sostituire la stima con il numero vero, prima che la differenza si accumuli.
Quali cifre contano
Sul contatore del gas i numeri non sono tutti uguali. Ci sono le cifre nere, che contano i metri cubi interi, e le cifre rosse (o su fondo rosso, o dopo la virgola), che contano i decimali.
Sono i metri cubi interi. Sono queste, e solo queste, che vanno comunicate al fornitore.
Sono i decimali. Includerle è l'errore più comune dell'autolettura: gonfia la lettura e produce un consumo che non hai fatto.
Se il contatore è elettronico, il display mostra la lettura già pronta: di norma va cercata la voce dei metri cubi totali, non il consumo del periodo.
Quando farla
Ogni fornitore ha la sua finestra per raccogliere le autoletture, di solito indicata sulla bolletta stessa o nell'area clienti: è lì che va cercata, perché non è uguale per tutti. La regola pratica che vale sempre è un'altra: una lettura comunicata è sempre meglio di nessuna, e conviene farla soprattutto prima dell'inverno e dopo, quando il consumo cambia di più e una stima sbagliata pesa di più.
Cosa cambia davvero
- Paghi quello che consumi, quando lo consumi. Niente accumulo silenzioso da saldare tutto insieme.
- Le imposte cadono nello scaglione giusto. Sul gas accise e IVA salgono a scaglioni: un consumo attribuito al periodo sbagliato può farti pagare aliquote che non ti spettano.
- Hai un dato tuo con cui contestare. Se arriva un conguaglio che non torna, una serie di autoletture è la prova più semplice da esibire.
L'autolettura non ti fa risparmiare sul prezzo: quello dipende dall'offerta, e si confronta come spiegato in come leggere la bolletta del gas. Ti evita però la categoria di sorpresa più frequente in assoluto, ed è gratis.
Domande frequenti
Quali cifre del contatore devo comunicare?
Solo quelle nere, che contano i metri cubi interi. Le cifre rosse, o su fondo rosso, sono i decimali e vanno ignorate: includerle è l'errore più comune dell'autolettura, perché gonfia la lettura e produce un consumo che non hai fatto.
Devo comunicare il consumo del periodo o il totale?
Il totale progressivo che leggi in quel momento. Il contatore è un contachilometri, non un cronometro: non riparte da zero ogni mese. Il consumo del periodo lo calcola il fornitore sottraendo la lettura precedente.
Ogni quanto conviene fare l'autolettura?
Ogni fornitore ha la sua finestra di raccolta, indicata sulla bolletta o nell'area clienti, perché non è uguale per tutti. La regola che vale sempre è che una lettura comunicata è meglio di nessuna, e conviene soprattutto prima e dopo l'inverno, quando il consumo cambia di più e una stima sbagliata pesa di più.
A cosa serve davvero l'autolettura?
A sostituire la stima con il numero vero prima che la differenza si accumuli, evitando il conguaglio a sorpresa. In più fa cadere il consumo nello scaglione di imposte giusto e ti lascia un dato tuo con cui contestare, se un conguaglio non torna.