«Il gas mi è arrivato altissimo» quasi mai ha una sola causa. Nella maggior parte dei casi è la somma di due o tre cose, e solo una riguarda il fornitore. Conviene guardarle nell'ordine giusto: dalla più probabile alla più rara.
1. La lettura è vera o stimata?
È la prima cosa da guardare, ed è la causa più frequente in assoluto. Se sulla bolletta c'è scritto stimato accanto al consumo, quel numero non viene dal tuo contatore: è una previsione. Può essere troppo bassa per mesi e poi arrivare tutta insieme, oppure troppo alta subito.
Cosa fare: leggere il contatore e confrontarlo con quello che c'è scritto. La guida sull'autolettura spiega quali cifre contano; quella sui conguagli cosa puoi contestare.
2. È il periodo, non il prezzo
Il gas ha una stagionalità che la luce non ha nemmeno lontanamente: fra una bolletta d'agosto e una di gennaio la differenza di consumo può essere di dieci volte, a parità di tutto il resto. E il prezzo all'ingrosso stesso sale quando la domanda europea sale, come racconta la guida su perché il gas aumenta a ottobre.
3. Hai cambiato scaglione di imposte
Sul gas accise e IVA salgono a scaglioni sul consumo annuo: sopra i 480 Smc l'IVA passa dal 10% al 22% sulla parte eccedente, e l'accisa cambia a 120, 480 e 1.560 Smc. Un inverno più freddo del solito può spingerti oltre una soglia e alzare la bolletta più di quanto sia salito il consumo. È spiegato per esteso nella guida su accise e IVA a scaglioni.
4. La quota fissa
È quello che paghi anche se non consumi niente. Sulle offerte gas del mercato reale il ventaglio è largo, e qui parliamo di decili calcolati sulle offerte vere, non di stime:
Decili p10 / p50 / p90 sulle offerte gas degli open data del Portale Offerte ARERA. Sono la sola quota fissa di vendita: la parte di distribuzione è regolata e uguale per tutti.
Cento euro l'anno di differenza sulla sola quota fissa non è un dettaglio: è una voce che non dipende da quanto sei attento a consumare.
5. Lo spread sul PSV
Se la tua offerta è indicizzata, il fornitore aggiunge al prezzo all'ingrosso (il PSV) una sua parte fissa: lo spread. È l'unica voce del prezzo che decide davvero lui, ed è dove si vede se un'offerta è buona.
Stessi snapshot, stesso metodo. Su un consumo tipo da 1.100 Smc/anno, passare dalla mediana al primo decile vale circa 98 € l'anno di sola materia gas.
E se dopo tutto questo resta alta?
Allora il confronto ha senso, e va fatto sulla sola materia gas: rete, oneri e imposte sono uguali per tutti i venditori, quindi confrontare i totali «tutto compreso» non dice niente. Come si isola la parte confrontabile è spiegato in come leggere la bolletta del gas, e la scelta fra prezzo bloccato e indicizzato in fisso o indicizzato.
Domande frequenti
Da dove parto se la bolletta del gas è molto alta?
Dalla lettura: se accanto al consumo c'è scritto stimato, quel numero non viene dal tuo contatore ma da una previsione. È la causa più frequente in assoluto, e si verifica leggendo il contatore e confrontandolo con quanto fatturato.
Perché confrontare due bollette di mesi diversi non dice niente?
Perché il gas ha una stagionalità che la luce non ha: fra agosto e gennaio il consumo può variare di dieci volte a parità di tutto il resto. Il confronto che dice qualcosa è gennaio contro gennaio: confrontare stagioni diverse misura il calendario, non il fornitore.
Un inverno freddo può alzare la bolletta più del consumo?
Sì, perché sul gas le imposte salgono a scaglioni: superare i 480 Smc porta l'IVA dal 10% al 22% sulla parte eccedente, e l'accisa cambia a 120, 480 e 1.560 Smc. Consumare un po' di più può quindi far crescere il totale in modo più che proporzionale.
Quanto si può recuperare cambiando offerta sul gas?
Dipende da dove sei rispetto al mercato. Sulle offerte reali la quota fissa di vendita va da sotto 96 € a oltre 198 € l'anno, e lo spread sul PSV da sotto 0,060 a oltre 0,240 €/Smc: su un consumo tipo da 1.100 Smc passare dallo spread mediano al primo decile vale circa 98 € l'anno.